Puglia Capitale (del mattone): la nuova terra promessa per investitori e professionisti

Dal turismo d’élite alle ZES, passando per la rigenerazione urbana. A Roma, Apulia Faber traccia la rotta del futuro immobiliare della regione: non più solo "buen retiro", ma hub strategico per lo sviluppo

C’era una volta la Puglia delle vacanze, dei trulli da cartolina e delle masserie isolate nel silenzio degli ulivi. Oggi, quella stessa regione si è trasformata in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per il real estate nazionale e internazionale.

Il cambio di passo è emerso chiaramente a Roma, durante il secondo attesissimo appuntamento capitolino di Apulia Faber. Davanti a una platea di professionisti, developer e investitori, il network si è accreditato come il punto di riferimento e la "bussola" strategica per chiunque voglia intercettare le straordinarie opportunità del mercato immobiliare pugliese.

Ma cosa rende la Puglia il nuovo "place to be" per i capitali? La risposta sta in un mix perfetto di trend macroeconomici, incentivi strutturali e una nuova visione del territorio.

Ad aprire i lavori è stata Marta Ancona, Presidente di Apulia Faber, che ha illustrato la missione dell'associazione: promuovere l'integrazione tra i professionisti del settore e favorire un dialogo costruttivo tra i principali attori coinvolti nello sviluppo del territorio: investitori, professionisti e istituzioni.

Il primo panel, moderato da Giorgio Bianchi (MRICS), Advisor in Hospitality and Strategic Investments e socio di Apulia Faber, ha aperto con un quadro aggiornato dei dati sul turismo e sugli investimenti in Puglia, confermando come la regione abbia consolidato negli ultimi anni il proprio profilo di destinazione internazionale di primo piano. Un posizionamento che attira con crescente interesse capitali e progetti di sviluppo dall'estero.

Francesco Conserva, Vice Presidente di Open Project e socio di Apulia Faber, ha illustrato i progetti in corso in Puglia sottolineando l'approccio dello studio: intervenire nel rispetto del patrimonio architettonico e naturale del territorio, realizzando opere capaci di integrarsi con il tessuto sociale e culturale locale. Sul tema della ZES (Zona Economica Speciale), Conserva ha evidenziato come questo strumento autorizzatorio, che garantisce tempi certi agli investitori, rappresenti un potente attrattore, a patto che non si traduca in un'apertura indiscriminata: ogni intervento di rigenerazione deve essere improntato alla sostenibilità ambientale e al rispetto del contesto locale, coniugando innovazione e attenzione alle comunità.

Ampio spazio ha avuto il tema della destagionalizzazione e della delocalizzazione dell'offerta. La sfida del futuro sarà bilanciare lusso e accessibilità, innovazione e identità territoriale, per fare della Puglia un modello di sviluppo riconoscibile a livello italiano ed europeo. Viola Salvetti lo ha confermato presentando i risultati delle analisi sui nuovi trend dell'hospitality condotte dallo studio “Il Prisma”. Viola ha sottolineato come il viaggiatore contemporaneo cerchi oggi esperienze autentiche, immersive e capaci di creare connessioni emotive con il territorio. In questo scenario, autenticità e identità diventano asset strategici da reinterpretare attraverso nuovi modelli di ospitalità sostenibile ed esperienziale. Dai trend internazionali emergono nuove esigenze legate al turismo lento, al benessere, alla riconnessione con la natura e a format ibridi che uniscono viaggio, lavoro e relazione umana.

La Puglia, grazie alla sua forte identità culturale e paesaggistica, ha oggi l'opportunità di trasformare queste tendenze in un vantaggio competitivo concreto e distintivo.

È emerso anche un forte interesse per la diversificazione dei segmenti: accanto al lusso tradizionale, cresce l'attenzione per format ibridi, modelli più inclusivi e sostenibili e grande attenzione nell'outdoor, segnali di una domanda sempre più articolata e consapevole.

Claudia Dei di Rubner Haus, socia dell'associazione e sponsor dell'evento, ha portato il suo contributo illustrando come sia possibile creare strutture leggere sul territorio, ultra-sostenibili dal punto di vista sociale e ambientale, ma capaci di garantire un'elevata redditività immediata con tempi di realizzazione brevi e certi. Sul fronte delle performance energetiche, in un clima mediterraneo, la sfida più grande è proteggere gli spazi dal caldo estivo in modo efficiente, riducendo i costi di gestione e l'impatto ambientale. Il rispetto del paesaggio è fondamentale: l'architettura deve integrarsi armoniosamente nel territorio senza ferire la terra che la ospita. Il legno emerge come l'unico materiale strutturale che nasce dalla terra e può tornarci, rappresentando una scelta sostenibile e naturale.

La seconda parte è stata moderata da Claudia Mari, socia dell'associazione e referente dell'hub romano di Apulia Faber, che ha intervistato due protagonisti del segmento dei serviced apartments, una forma di ospitalità alternativa al modello alberghiero tradizionale che sta guadagnando crescente attenzione anche in Italia. Renato Sciannimanico, Real Estate Director Southern Europe & Italy Lead di Bob W, operatore tech-powered attivo con oltre 5mila appartamenti in 16 Paesi, ha illustrato la strategia del gruppo, orientata alle principali città europee. Bob W non è ancora presente in Puglia, ma la regione è nel radar dell'azienda mentre valuta le opportunità di espansione nel mercato italiano.

Marco Sorella, Senior Expansion Manager di Limehome, ha invece portato la testimonianza di un operatore già radicato sul territorio: Limehome è presente a Lecce con una struttura operativa e ha recentemente acquisito un secondo immobile in Puglia, confermando la fiducia nel potenziale della regione.

I due speaker hanno discusso dei rispettivi target di clientela - tipicamente viaggiatori business e leisure in cerca di soggiorni flessibili con servizi di qualità alberghiera e la libertà di un appartamento privato - e si sono confrontati sul tema della destagionalizzazione e della delocalizzazione dalla prospettiva specifica dei serviced apartments: un format che, per sua natura, intercetta una domanda più distribuita nell'arco dell'anno e su tipologie di destinazione più ampie rispetto al solo turismo leisure stagionale. Il dibattito si è chiuso con uno sguardo prospettico sul futuro della Puglia, interrogandosi su quale scenario di sviluppo la regione voglia costruire nei prossimi decenni.

È seguito un momento di networking qualificato tra operatori e investitori.

«Con questo secondo appuntamento a Roma - sottolinea la presidente di Apulia Faber, Marta Ancona - proseguiamo nell'obiettivo di far conoscere il nostro network anche al di fuori della Puglia, costruendo al contempo nuove relazioni qualificate con i professionisti e gli investitori romani. Sono momenti di incontro importanti - dice ancora - perché consentono di confrontarci e riflettere sulle prospettive di sviluppo della regione. Promuovere la rigenerazione dei territori preservandone identità e autenticità è la condizione affinché la crescita della Puglia sia davvero duratura e sostenibile».

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